Antologia - Orbite vuote

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Marco Candida - Il mostro della piscina

Marco Candida

Il mostro della piscina








titolo horror
PENTOLONE
Proprietario
Patricia De Franco, lettrice


Prezzo

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1000 €
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A proposito di questo oggetto...
FANTASMI COTTI

(Da leggere con musica di Arvo Part, “Tabula Rasa” come sfondo.)

Cuocere un fantasma potrebbe rivelarsi un’impresa tutt’altro che facile, per non parlare del mangiarselo.
Prima di tutto dobbiamo premunirci di un contenitore adatto e già questo necessita di una gran dote di arguzia; Soprattutto considerato il fatto che il contenitore deve assolutamente adattarsi a quello che conterrà.
Da quest’ultima analisi si deduce che prima dell’azione in questione dobbiamo avere bene a fuoco, dell’intelletto nonché della ragione, due fatti importantissimi, che sono: o sappiamo già le dimensioni del fantasma da cuocere e quindi abbiamo già trovato con anteriorità il contenitore idoneo o, con il recipiente a vista, andremo in cerca di un fantasma che ci stia dentro.
Un'altra complicazione cui andiamo incontro è il tipo di cottura. Non tutti i fantasmi sono beneficiati dalla stessa cottura: alcuni rimangono esaltati dal fuoco lento, alcuni migliorano con il bagno maria, altri giovano enormemente dalla cottura al forno, sia a legna sia elettrico, ma in questi ultimi casi bisogna necessariamente trovare o un fantasma che si adatti a entrare nei forni in questione o un forno sufficientemente grande per tutti i possibili fantasmi da cuocere.
Non mettere mai a cuocere un fantasma nel forno a microonde. Mai.

Una volta chiara la questione delle dimensioni dello spettro e del suo opportuno contenitore bisogna effettivamente, prendere il fantasma.
Questione che subito si rivela un’impresa notevolmente difficile, sia per gli esperti, sia per i neofiti.
Uno dei sistemi più consigliati è spengere le luci con estrema diligenza, il che vuol dire non lasciare assolutamente nessuna fonte di luce accesa per almeno tutta la durata dell’intervento. Essere scrupoloso ed eccedere, non guasta, perché abbiamo visto migliaia di fantasmi evadere dalla cottura per colpa di lumi di candele, incensi innocui e telefonini con chiamate inaspettate. Togliere tutti gli apparecchi elettrici nell’ambito della cucina; eventuali spie luminose in stand by, possono mettere in fuga famigerati fantasmi o almeno indicargli una via di fuga attraente. Confiscare tutti gli accendini e tutte le sigarette accese e non, dell’o dei partecipanti, perché si sa che andare a caccia di fantasmi fa venire una voglia matta, soprattutto dopo la mezzanotte e soprattutto se si è nelle vicinanze di un cimitero, di accenderti una Marlboro.
Una volta accertati di aver provocato un buio pesto totale, prendere un rossetto di donna, preferibilmente rosso Chanel, chiesto alla moglie, alla sorella, alla madre; o un profumo, anche questo Chanel, noto come Numero 5, o un pacchetto di M&M, (ne vanno pazzi), o nell’eventualità di non essersi premunito adeguatamente con nessuna di queste possibilità, né trovato niente di niente, basta un pezzo di galena, minerale che li smaschera subito, quasi quanto la magnetite o il phosphorus, solo che quest’ultimo non è facile da fabbricare perche deve essere fatto in casa, quello comprato in farmacia non funziona, e ci vuole tanta urina e una buona dose di asparagi e pazienza per fabbricarlo.
Una volta attratto il fantasma o rivelata la sua presenza con l’ausilio dei jolly elencati sopra, bisogna convincerlo a entrare nel contenitore. Nella fattispecie un urlo fuori dal normale e talmente terrificante da far raggelare le ossa può essere di buon aiuto perché è grandemente conosciuta l’ipersensibilità dei fantasmi ai suoni, soprattutto se sgradevoli e non aspettati.
L’urlo immane potete ripeterlo innumerevoli volte perche è risaputa la poca memoria retrograda dei fantasmi, cosi che potete urlare finché non vi si seccano le fauci o meglio ancora finché non lo catturate, tanto, non imparerà mai dall’esperienza e non si calmerà, né si abituerà mai alle vostre urla.
Una volta che avete l’ambita preda dentro il contenitore, non riaprite quest’ultimo mai, ne azzardatevi mai a sbirciare dentro, alzando rapidamente il coperchio, da quello dipende la vostra stessa vita, perché lo sguardo sfuggente di un fantasma in cattività è la peggior sciagura che si possa scatenare. Badate bene, mettete in gioco la vostra incolumità fisica, la vostra salute mentale, nonché la sicurezza dei vostri discendenti.
Quindi procedete con prudenza alla cottura. Il tempo di cottura dipenderà dall’antichità del fantasma e dalla sua consapevolezza, non tutti fantasmi circolanti sanno di esserlo e quindi meno consapevoli, più tempo di cottura.
Intervengono anche, nel tempo di cottura, l’età del fantasma (al momento del trapasso) e la superficie fisica che occupava nella nostra dimensione materiale, ma ovviamente un fantasma piccolo e più recentemente trapassato cuocerà più velocemente di uno grosso e morto da secoli.
Vedete poi voi, conti alla mano.
Concludiamo la nostra piccola guida alla cottura dei fantasmi con un greve ammonimento dicendovi:
Non azzardatevi a cuocere mia madre perché andrete dritto alle fiamme dell’inferno! Sciagurati.


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