Antologia - Orbite vuote

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Orbite vuote
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Marco Candida - Il mostro della piscina

Marco Candida

Il mostro della piscina








titolo horror
MOTOSEGA A SCOPPIO KRAKEN E DEFUNTOFONO.
Proprietario
Hector Luis Belial, autore di "Saxophone Street Blues" (Las Vegas Edizioni, 2008)


Prezzo

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15 €
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A proposito di questo oggetto...
Motosega a scoppio Kraken VMS-40. Riproduzione fedele del modello usato dal killer psicopatico in The Texas Chain Saw Massacre (1974). Taglia per bambini. Motore due tempi, cilindrata 16, 600W. Sistema antivibrante integrato. Passo catena Oregon 1/8", dente .025". 30 maglie. Peso 2,1 Kg, barra 8". Esemplare raro, tra i pochi immessi sul mercato americano dalla Kraken nel 1984 prima del sequestro giudiziario e conseguente chiusura della fabbrica. "Il nostro sogno", ha dichiarato John Kraken, fondatore della ditta, ed attualmente detenuto a San Quentino, "era fornire anche ai ragazzini non un giocattolo, ma una miniatura perfettamente funzionante della motosega vista al cinema. Qualità perfetta, le collaudavamo macchina per macchina. Mi piange il cuore a vedere questi bambini, che giocano per strada con pistole di plastica, coltelli di gomma, motoseghe finte. In questo modo, che diavolo impareranno mai della vita? Io dico: diamo loro armi vere, e facciamoli crescere da americani veri!". Gli intenti di Kraken, perfettamente legittimi, si scontrarono tuttavia con problemi di copyright. "La Bryanston mi mandò a casa un paio di avvocati in giacca e cravatta. Dissero che non potevo scrivere The Texas Chain Saw Massacre sulla scatola delle mini-motoseghe. Dissero anche che non potevo includere i fotogrammi dei corpi fatti a pezzi nel libretto d'istruzione. In breve, volevano la loro fetta. Io li mandai a quel paese, s'intende. Mi toccò chiudere bottega." L'oggetto, in condizioni pari al nuovo, è stato usato soltanto una volta, e dal 2005 non è più considerato prova di reato dalla polizia di Houston. Si alimenta con miscela con additivo da 100 ml ogni 3 litri di benzina.

Defuntofono. Marchingegno per comunicare con i morti la cui invenzione è attribuita da Giorgio Manganelli ad un anonimo ricercatore. "E' questa una cassetta di un metro forse di larghezza, alta e profonda un quaranta centimetri. In essi sono introdotti due legni cavi articolati, leggerissimi, e fermati su volatili perni; su codesti legni, a intervalli regolari, sono attaccati: pezzetti d'osso, cartilagini, ciuffe di pelurie, da una parte; dall'altra, punte di legno macerato, rasoi, schegge di roccia; così che ad un elemento di organicità animale ne corrisponda uno vegetale o minerale. Queste cose vengono, grazie all'accorta manovra dei lievissimi bastoncelli che fuoriescono dalla parte posteriore della cassetta, strofinate le une contro le altre; ed essendo i legni articolati, si può porre a contatto un elemento di una parte con qualsivoglia elemento dell'altra. Casse di risonanza e vibratili membrane ampliano i suoni; e gli scricchiolii, i raschi, i fruscii, i bisbigli che se ne traggono svelano una copia di modulazioni, bastevoli a farne una lingua sottile e di straordinaria articolazione.
In breve, l'inventore riuscì a produrre una serie di suoni definiti e stabili, e ne dette anche la notazione. Poi, andò a porre il suo defuntofono in un luoghi che gli parevano idonei: specie cimiteri e luoghi lugubri e di sinistra fama; e attese che un qualche defunto si arrischiasse ad usare quell'ordigno, a diteggiare quei bastoncelli, che una brezza, un fiato di infante può muovere agevolmente. Forse questa stessa agevolezza fu di ostacolo alla buona riuscita dell'esperimento; giacché quei bastoncelli si muovevano spesso senza chiara intenzione di discorso; e se a quegli oscillamenti insensati altri più sensati se ne mescolarono, riuscì impossibile distinguerli."
Condizioni: perfettamente non funzionante.


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